
Oggi è il giorno del ricordo di tante persone care che ci hanno lasciato, di tanti momenti che affiorano nella nostra mente, ma forse è anche il giorno per riconoscere che non camminiamo da soli verso un destino ignoto ma verso un destino di gioia. Siamo una famiglia, più grande di quella naturale, la famiglia di quelli che cercano di vivere la Parola.
E’ il nucleo centrale della nostra fede, del nostro cammino su questa terra: la comprensione che una vita è veramente umana se è capace di guardare in faccia la morte, di comprendere che da senso alla nostra vita. Essere capaci di annunciare a tutti la gioia di quello che abbiamo sperimentato in Cristo, che i nostri cari defunti sono arrivati al compimento del loro percorso, hanno terminato la gestazione che arriva alla nascita della nuova vita. Non è una candela che si spegne, ma è un albero che cresce, che porta frutti, che arriva al compimento.
Il vangelo ci aiuta a comprendere tutto questo, in profondità. Gesù è l’inviato dal Padre per rivelare il disegno di amore del Padre.
L'umanità intera è stata affidata a Gesù perché Il Padre non vuole perdere nessuno dei suoi figli. E’ un messaggio forte per tutti noi: se manca uno solo dei nostri fratelli dobbiamo impegnarci perché non accada, non sono previste defezioni.
Resusciterà tutti nell'ultimo giorno: sulla croce chinato il capo ha donato il suo spirito, è il momento in cui ha donato la sua stessa vita divina all'umanità, ha portato a compimento il disegno di Dio, ha tracciato la strada per sempre, per tutti noi. Da quel momento il rapporto con la morte dei credenti é illuminato dallo Spirito.
La promessa di Gesù è solenne, chiara, illuminante per tutti noi: chi crede in me non muore. Significa che già da adesso, da vivi, riceviamo una vita che non è toccata da questo mondo, riceviamo in dono una vita che non perisce. Se comprendiamo fino in fondo questa promessa di Gesù, se riusciamo a viverla nella nostra vita, raggiungiamo la gioia piena, riceviamo la vita che viene da Dio. E’ la risposta definitiva alla domanda che l’umanità, gli uomini di tutti i tempi e di tutte le culture si sono posti: perché la morte? La morte per i cristiani è la nascita alla vita definitiva, è il momento in cui si manifesta in pienezza la nostra natura di figli di Dio.
Ma ci sono tre condizioni che il vangelo ci chiede.
E’ necessario vedere il Figlio, occorre conoscerlo, coltivare con lui un rapporto di amore. Dobbiamo aprire gli occhi, contemplare il Figlio, così in questo modo si vede il vero volto del Padre. Giovanni nella sua prima lettera lo dice chiaramente: “… quello che noi abbiamo udito, quello che abbiamo veduto con i nostri occhi, quello che contemplammo e che le nostre mani toccarono del Verbo della vita - la vita infatti si manifestò, noi l'abbiamo veduta e di ciò diamo testimonianza e vi annunciamo la vita eterna…”
Certo l’esperienza di Giovanni è irrepetibile per noi, ma possiamo contemplare il volto di Gesù con la Parola, con l’ascolto dei vangeli, insieme ai fratelli.
Gesù ci dice che non basta vedere, deve scattare anche la scintilla di amore. Anche ai suoi tempi non tutti si sono lasciati coinvolgere, ed accade anche oggi, forse può succedere anche a noi… Il secondo passo indispensabile è dare l'adesione alla sua proposta, entrare in comunione di vita con lui.
Come terzo passo è necessario accogliere il suo dono: la resurrezione nell'ultimo giorno. Gli studiosi ci dicono che il significato più corretto è l’ultimo giorno di Gesù, non il nostro. E’ il giorno in cui ha donato la vita eterna, a tutti, anche a chi è vissuto prima di lui, anche a chi non lo ha incontrato ed ascoltato, anche a chi non se l'è sentita di dare subito l'adesione. La vita eterna non è un premio: è un dono incondizionato dell’amore del Padre.
Ecco il ricordo più bello di tutti i fratelli e le sorelle che ci hanno preceduto nella gloria del Padre.
Revisione di vita
- Culto dei morti: testimonianza antichissima nella storia umana (sono state trovate tracce di necropoli risalenti a diverse migliaia di anni fa…). Perché l'uomo muore? Che senso ha la nostra vita? Come vivere da credenti questo giorno di commemorazione?
- Come vogliamo ricordare i nostri cari, i nostri fratelli che ci hanno preceduto?
- Quali preghiere per i nostri fratelli defunti? Preghiera di ringraziamento perché la loro vita ha lasciato segni di amore?
- Ci sono conti in sospeso con qualcuno di loro? Chiedere loro perdono... e ci viene sicuramente dato.
- E se siamo in credito? Magari un torto grave che ci é stato fatto? Pregare per essere capaci della riconciliazione, per cancellare nel nostro cuore tutti i rancori, per lasciare che ci sia solo amore.
