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Alle volte com'é difficile nella vita credere in Dio, alla Sua Paternità soprattutto quando sembra  essere assente; in quei momenti non dobbiamo evitarlo ma interrogarlo, domandargli il perché del Suo silenzio e continuare a credere in Lui.

Tutto passa solo Dio resta.

giovannielafede

Il vangelo di questa domenica ci porta al Giordano, a Betabara, luogo simbolo, con un forte significato teologico: rappresenta nella Bibbia il passaggio dalla terra pagana alla terra promessa. Giovanni Battista chiama il suo popolo ad un contro esodo, invita tutti a passare nella terra pagana per ritornare alla vera terra promessa. Battezza il popolo, invita tutti ad una vita nuova, ecco una nuova possibilità di ricominciare una vita nuova.

Gesù arriva a Betabara per farsi battezzare, ma Giovanni non vuole battezzare Gesù, anzi vuole proprio impedirlo.  Troppo grande la realtà che vede in Gesù: il giusto, il Messia di Israele, atteso da sempre, non ha bisogno del perdono dei peccati. Questo è il Messia che immagina Giovanni.

Ma Gesù è deciso, inizia la sua vita pubblica dopo più di 30 anni trascorsi a Nazareth, di cui non sappiamo nulla, con il battesimo di Giovanni. Questa è la sua scelta fondamentale, definitiva, la sua vocazione per tutta la sua vita, si fa fratello di tutti, scende in basso con noi, “amico dei peccatori” come verrà apostrofato tante volte nella sua vita. La sua vocazione: il suo esser Figlio lo porta ad essere nostro fratello, di tutti, sempre, ad ogni costo. Ecco il Messia inaspettato, Giovanni ha difficoltà a comprendere fino in fondo questo gesto ( …e noi?).

Il Messia, Gesù nostro fratello ... fa venire le vertigini, l’amore infinito diventa solidale con noi, con il nostro limite, ricrea la comunione dove noi abbiamo creato solo lotte tra di noi.

Quale lezione da questo, che insegnamento per tutti noi, per gli uomini di tutti i tempi! Nostro fratello, noi fratelli di tutti ... senza differenze di razze, di culture, di religioni, di colori della pelle, di prestigio, di qualità intellettuali, di censo sociale. Tutti fratelli.

Dio con noi: il suo primo insegnamento, quello fondamentale che cambia la nostra storia é di farci capire, di farci vedere che siamo tutti fratelli. Questa é la nostra vera umanità, nessun’altra. Non le liti, non le pretese territoriali, non le guerre, non le diseguaglianze che costringono alla povertà tanti, non la corsa al successo che passa sopra le persone. Questa é la vera umanità: tutti fratelli di un unico Padre.

E Giovanni alla fine cede: “lo lasciò fare…”, lascia che Gesù compia la sua giustizia, non quello del fuoco che brucia chi ha sbagliato, non saette che fulminano dall’alto. Solo amore.

Battezza Gesù nel Giordano: si aprono i cieli.  Si apre una comunicazione diretta tra il divino e l’umano, tra Dio e la terra. Solo quando capiamo di essere fratelli gli uni degli altri è possibile questa comunicazione, è possibile che lo Spirito scenda e cambi la nostra mentalità, il nostro vedere ed interpretare i fatti, il nostro agire concreto di tutti i giorni. Prima di Gesù i cieli sembravano chiusi per sempre, sembrava che Dio avesse abbondonato il suo popolo, l’umanità. Se tu squarciassi i cieli e scendessi si invoca nella Bibbia. Con Gesù i cieli si sono squarciati, spezzati, non si potranno mai più chiudere. La porta del Padre rimarrà spalancata in eterno per sempre, nessuno può essere escluso.

Lo Spirito di Dio scende su di lui, come una colomba. La forza dello Spirito scende e rimarrà con Gesù per tutta la sua vita, lo stesso Spirito che Gesù ci ha donato sulla croce. Come una colomba, richiama quella del diluvio, segna la ristabilita armonia tra cielo e terra, la pace. Con tenerezza come una colomba, con dolcezza, con amore, come Gesù farà durante tutta la sua vita.

La voce dal cielo proclama questo è mio figlio, l’amato. Figlio è colui che assomiglia al Padre, in tutto è simile al Padre.  Se guardiamo a lui sappiamo di vedere il Padre del cielo. L’amato perché coinvolto perfettamente nell'amore verso il Padre, perché in lui l’Amore si è reso visibile,

Sono parole per Gesù, il Figlio, nostro fratello. Ma forse sono anche un po’ per tutti noi. Sono figlio di Dio, sono da Lui amato sopra ogni cosa. E che bello sarebbe se potesse dire, anche solo un po’: “di te mi rallegro, sono contento di quello che sei, che fai ...” ! Ma ogni giorno ci scontriamo con le nostre fragilità, i nostri errori, le nostre cadute: sembra impossibile! Non lo crediamo possibile, ma è quello che Dio vuole per noi, che desidera, il motivo della vita Gesù sulla terra. Forse qualcuno di noi ha avuto la fortuna di conoscere qualche nostro fratello che si é avvicinato a questo; abbiamo la fortuna di poter leggere, conoscere la vita di tanti giganti nella fede, i santi...

Ma forse é più importante, più delle nostre giustificazioni, credere sempre di poter ricominciare, di mettere la nostra fiducia non in noi, ma nella misericordia di Dio che è più grande di tutti i nostri errori.

Questa é la vera umanità: fratelli che si amano, che credono nella possibilità di vivere l’Amore su questa terra e che questo apre canali, autostrade di comunicazione tra il cielo e la terra.

Revisione di vita

  • Pensiamo di aver già raggiunto la terra promessa? Forse non siamo ancora arrivati nella terra promessa, forse anche per noi è necessario un nuovo esodo. Un'altra terra promessa diversa da quella che ci siamo immaginati?
  • Quali sono i nostri confini invalicabili, piccoli o grandi? Difendiamo il “nostro territorio”?
  • Fratelli tutti: come viverlo nelle nostre giornate, al lavoro, in famiglia, con gli amici, in parrocchia, nel volontariato, nella società, nell’accoglienza?
  • Non ci sono più profeti: quando finirà questo silenzio di Dio? E’ un’invocazione che sorge nel nostro cuore, oggi, in questi tempi di guerre, di dittatori, di violenza? Nessuno si ricorda di noi? Perché vaghiamo lontano dalle vie giuste? Invochiamo con Isaia: guarda dal cielo ed osserva, guarda ciò che accade, perché tu sei nostro Padre, perché con Gesù i cieli si sono squarciati per sempre
  • Lo Spirito che scende, il canale di comunicazione tra cielo e terra: un aiuto nelle nostre scelte? Pensiamo che sia possibile? Come, nelle nostre giornate così piene di tante “altre voci”?
  • In lui ho posto il mio compiacimento... cosa possiamo fare per “rallegrare” almeno un po’ in questa settimana il Padre, per farlo contento?