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Perdere la propria vita significa assumere la vita degli altri come propria ragione di esistenza.

Chi vive fedele al Vangelo viene contestato perché non si conforma alla mentalità di questo mondo, ma agisce per un bisogno assoluto di giustizia in cui trova rispecchiata la sua dignità morale.

Tutto passa solo Dio resta.

Nel processo di formazione di una famiglia cristiana è determinante la durata e la qualità del percorso di «preparazione particolare e immediata al sacramento del matrimonio»16, che deve sollecitare la responsabilità e l’impegno della comunità cristiana. È indispensabile un percorso di fede attraverso il quale i fidanzati arrivino al matrimonio preparati e con una sufficiente consapevolezza del mistero che celebrano e degli impegni che ne conseguono. La proposta dell’itinerario di preparazione al matrimonio va fatta per tempo, possibilmente già un anno prima delle nozze17, in modo da cogliere in pieno l’opportunità pastorale che si offre. Se fatta con largo anticipo, potrà costituire anche una verifica rispetto al progetto che i fidanzati, più o meno consapevolmente, hanno costruito nel tempo. Nel percorso formativo va data molta attenzione sia ai contenuti del messaggio da trasmettere sia alle modalità dell’accompagnamento dei fidanzati, che normalmente si svolge in forma comunitaria. L’équipe, composta da presbiteri, sposi e possibilmente da persone consacrate, può avvalersi del supporto del consultorio di ispirazione cristiana e dell’ausilio di esperti, nel caso in cui il progetto formativo sia pienamente condiviso. La composizione stessa dell’équipe già rappresenta la realtà e il volto missionario della Chiesa.