Non abbandonarci nell’ora della prova
Editoriale
di Luigi Ghia
Forse il titolo che abbiamo dato a questo editoriale esprime con intensità profonda l’inquietudine che sale dal cuore dei nostri contemporanei, la consapevolezza che, nei tempi diffi cili che stiamo vivendo, «solo un Dio ci può salvare» (M. Heidegger). Il Padre nostro diventa allora la preghiera delle persone affrante, degli affaticati e dei disperati, nell’invocazione al Padre di misericordia affi nché ci liberi dal male e ci sostenga nell’ora della prova.
Uno sguardo contemplativo
di Gianfranco Girola
Nella quarta riflessione che il diacono Gianfranco ci offre sulla preghiera, viene messo in evidenza che la preghiera, accoglienza di una Presenza, apertura a una comunione profonda con il Signore, dialogo incessante con Lui e con le sorelle i fratelli, è la strada che ci permette di giungere alla contemplazione, che non è certo un estraniarsi dal mondo, ma uno sguardo contemplativo sulla vita e sulla storia.
Non abbandonarci alla tentazione
di Stefano Zerbini
Nella nuova traduzione italiana del Padre nostro, viene eliminato il verbo «indurre» che, se pure traduce letteralmente il verbo latino «inducere», potrebbe generare l’equivoco che Dio ci metta alla prova. Dio non provoca la tentazione, non ci induce al male, ma è invece al nostro fi anco quando dobbiamo affrontare questo male, ci sostiene nel combattimento, senza tuttavia sostituirsi alle nostre responsabilità. Frutto di un dialogo amoroso con il Padre, la richiesta di sostenerci nella tentazione non ci priva della nostra libertà.
Il ritratto del dolore
di Giovanni Scalera
Il nostro redattore in questo articolo prende in esame il problema della sofferenza, basandosi sulla sua ricca esperienza di psicologo e psicoterapeuta. Più che una ricerca delle varie cause del dolore umano, la sua analisi si orienta sul volto del sofferente, che esprime l’angoscia, defi nita da Søren Kierkegaard «la malattia mortale»: quella sofferenza che toglie le prospettive, prosciuga le speranze, appesantisce anche le cose più semplici.
Il linguaggio dell’odio in rete
di Giuseppe Goisis
L’odio è un groviglio di sentimenti e di emozioni, indice di un’identità fragile; forse, come afferma la psicanalista Mélanie Klein, è amore frustrato. Le cose si complicano quando questo sentimento viene espresso attraverso la parola e lo scritto, in Rete, dove raggiunge punte di furore incredibili. Compito della famiglia è quello di aiutare i fi gli al discernimento, educandoli all’abbandono delle passioni tristi e facendo vibrare le corde della nostra comune umanità.
Tentazione
di Sandro Sacchi
Attraverso un’analisi puntuale dei testi biblici, sia del Primo che del Nuovo Testamento, l’Autore dimostra che la sofferenza e il male non sono causati da un agente esterno, ma segno dei limiti della nostra creaturalità. Dio non manda le prove, né la tentazione, ma è sempre vicino alle sue creature.
Il male e i mali
di Guido Ghia
Per tutto l’arco della sua esistenza, l’essere umano ha a che fare, sempre e comunque, con l’enigma universale del male del mondo, il malum o peccatum mundi, che è la negatività implicita nella stessa struttura dell’esistenza umana, irredimibile con le sole forze umane; nonché con il male nel mondo, il malum in mundo, di fronte al quale si staglia la nostra responsabilità individuale per cercare di contrastarlo e di vincerlo e ritrovare sentieri di senso.
Vigilanza e sobrietà
di Paolo e Carla Borgherini
Vigilanza (che significa tenere sempre gli occhi aperti) e sobrietà (cioè rinunciare agli eccessi) sono valori interconnessi, come abbiamo sperimentato e continuiamo a sperimentare in tempo di Covid. Fondamentali sempre, perché è indispensabile in ogni tempo della vita tenere liberi i nostri sensi e vigile il nostro cuore.
Vivere i sentimenti
di Silvana e Luca Molinero
Nel gestire le nostre relazioni, come suggeriscono gli psicologi, dobbiamo lasciarci guidare dai sentimenti (che sorgono da un’affettività intima e profonda e non dall’intelletto) piuttosto che dalle emozioni, momentanee, spontanee e prive di un solido aggancio etico. Questo vale anche e soprattutto per le nostre relazioni familiari e, per chi è credente, sull’esempio del Maestro, nella vita cristiana.
L’Eucaristia, oggi
di Stefano Zerbini
Partecipando alla messa domenicale ci troviamo a disagio di fronte ad alcune formule, ad esempio: «Tu che togli i peccati del mondo» (ma Gesù non ha preso su di sé il peccato del mondo…?), o «Il Signore sia con voi» (ma verrei a messa se non sapessi che il Signore è in mezzo a noi?) o ancora «Abbi misericordia di noi» (ma la misericordia di Dio non è la nostra unica certezza?). Disagi, ma anche «nodi» teologici, condivisi in Redazione. Ci ritorneremo.
Le tentazioni del deserto
di Laura Mazzoli
Il programma iconografi co delle Tentazioni di Cristo, affresco di Sandro Botticelli nella Cappella Sistina, annoda una trama vetero e neotestamentaria, per svelare presagi di salvezza dell’umanità.


I Cambiamenti climatici e le loro conseguenze