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La fede non deve essere vissuta come rischio o scommessa, ma come certezza vitale, come tesoro nascosto, come intimo segreto, frutto di profonde  esperienze che crescono pian piano lungo tutta una vita.

Tutto passa solo Dio resta.

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Detronizzare i potenti, promuovere i poveri Cop 3 2022p
Editoriale

di Luigi Ghia


Dio non guarda in alto, guarda in basso. Maria lo afferma con voce sicura: lui ha detronizzato i potenti (li ha fatti scendere dai loro troni, dai quali dominano e terrorizzano il mondo) e ha innalzato gli umili, della cui dignità essi, i potenti, i ricchi, non tengono alcun conto. Spetta ai poveri il compito della liberazione, che è sempre avvenuta dal basso, cioè dagli oppressi. A loro è consegnata la storia della salvezza.



Credere in quale pace?
di Ernesto Borghi


Continuando un percorso annuale di riflessione sulla Chiesa come comunità, l’Autore affronta il tema – particolarmente attuale ai giorni nostri – della pace. La pace è una via stretta, impervia, rischiosa. Ma va tentata sempre, mettendo in conto le fatiche che ad essa sono connesse. È necessario che nelle nostre comunità si promuova una cultura di pace, perché ognuno di noi possa essere e diventare un «pacificatore».



Ha rovesciato i potenti dai troni; ha innalzato gli umili
di Gabriella Bergese e Luca Basteris
Quale lezione – si chiedono gli Autori – è consegnata alla famiglia da questa pagine dell’Evangelo di Luca? Da Maria, che non si pone come profetessa, né come teologa, ma che ha generato e donato Gesù? Ecco: occorre che le famiglie riscoprano il valore fondativo della maternità, della paternità e della fraternità e che, al contempo, raccontino incessantemente la loro condizione di fragilità e di umiltà, schierandosi per vincere l’oppressione dei potenti.



Un’economia per la famiglia
di Luigi Ghia
L’economia circolare è un’autentica rivoluzione rispetto ai tradizionali modelli organizzativi industriali. Ma, in realtà, essa deve partire dal basso, dalle famiglie, che devono (ri)abituarsi a riciclare, a riparare, a riutilizzare, per evitare gli sprechi che oggi ingombrano le nostre vite (e i nostri marciapiedi).



Le periferie
di Annamaria e Franco Quarta
Quando parliamo di «periferie» il nostro pensiero corre subito alle periferie delle nostre città o delle megalopoli che abbiamo visitato. Ma non esistono solo le periferie geografiche, con il loro carico enorme di degrado che conosciamo, bensì anche le periferie antropologiche e sociali, caratterizzate da forme inaccettabili di esclusione e di emarginazione.


Amore sovrabbondante
di Gianfranco Girola
L’Autore riflette sul versetto 3,17 del libro di Sofonia. Il profeta scorge nel cataclisma universale in cui si trovava il regno di Giosia, uno spiraglio di luce e di speranza, perché il Signore è un «Salvatore potente» e agisce con misericordia, la qualità preminente del suo amore sovrabbondante.



«Fratelli tutti».
In cammino verso una nuova ecclesiologia
di Francesco Ghia
L’enciclica «Fratelli tutti» di papa Francesco si caratterizza per un’inversione di tendenza rispetto alle encicliche del passato: sostituisce al metodo deduttivo quello induttivo, che parte sempre dalla realtà e non dalla norma, passando dalla normativizzazione della cultura alla inculturazione della norma. Si tratta di un cambiamento di paradigma non solo comunicativo, ma teologico: apre le porta alla dimensione politica dell’amore e a una Chiesa «samaritana».



Saper attendere

di Silvana e Luca Molinero
Dal punto di vista etimologico, attendere è qualcosa di diverso da aspettare. Il tempo dell’attesa – tipico della cultura contadina – non è in genere molto amato, oggi, dagli smaniosi della fretta. Eppure è quello che ci fa pregustare la festa, che porta all’anima il desiderio prima di poterlo realizzare. Anche quello dei tempi ultimi.



La fragilità della famiglia a livello comunitario

di Valeria e Tony Piccin
Proseguendo la riflessione sulla fragilità, iniziata nel primo numero del 2022, i nostri redattori mettono in evidenza come la famiglia oggi sia fragile soprattutto nel suo rapporto con la comunità, a causa soprattutto dell’isolamento in cui essa si viene oggi a trovare, in un mondo nel quale sono privilegiati gli interessi personali a scapito della dimensione comunitaria dell’esistenza.



La Chiesa e il denaro
di ✠ Erio Castellucci
È ormai nota la preferenza di papa Francesco, espressa fin dall’inizio del suo pontificato e sempre sostenuta, per una Chiesa povera e per i poveri. Questa scelta è obbligante anche per ogni cristiano,
chiamato ad avere «antenne» per captare le varie povertà del nostro tempo, facendo la scelta preferenziale dei poveri. I beni della Chiesa sono e devono essere i beni dei poveri.

 

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