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La conoscenza di Dio passa attraverso la partecipazione alla tribolazione degli umili cercando di capire la ragione di una sofferenza e di una disperazione. Solo così entriamo nel mistero del Regno di Dio.

Tutto passa solo Dio resta.

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IN QUESTO NUMERO

Coltivare

Laudato sie, mi’ Signor, per nostra madre terra

Editoriale di Luigi Ghia

Come canta Francesco, la Terra è nostra madre. Ma questa affermazione non è mai entrata, né entra oggi in particolare, nella cultura dei figli. La madre Terra è violentata, stuprata. Essa sta vivendo un dramma nel disinteresse pressoché generale. Questo dramma siripercuote su milioni di suoi abitanti, i più poveri, i più sfruttati. A questa palese ingiustizia occorre mettere riparo, subito, ricordando che della Terra non siamo proprietari, ma ospiti.


I sinodi

di Brunetto Salvarani

Il cammino sinodale della Chiesa è il «tema dell’anno» che abbiamo scelto per il 2023. Lo tratterà Brunetto Salvarani, teologo, saggista ed esperto del cammino ecumenico, iniziando da questo numero in cui affronta il tema generale dei sinodi, la chiamata a raccolta di tutti i fedeli che camminano insieme nell’Ekklesia.


Coltivare

di Stefano Zerbini

Il nostro redattore propone un’analisi serrata, e assai significativa dal punto di vista semantico, della parola «coltivare», mettendo in rilievo che il termine ebraico abad riveste il significato di «servire». Coltivare, dunque, significa servire. Nella sua vita terrena, Gesù ha preso sul serio il contenuto di questo verbo. E noi, coltiviamo il Creato con lo stesso entusiasmo dell’agricoltore, perché la Terra dia frutti?


La transizione ecologica

di Marco Ghiberti

Come afferma papa Francesco nella Laudato si’, esiste una evidente interconnessione tra crisi ambientale e crisi sociale. E tuttavia, nonostante conferenze mondiali, rapporti governativi, testi importanti sulla crisi ambientale, ben poco è stato fatto. Per realizzare una significativa transizione ecologica, occorre abbandonare un sistema economico mirato ai volumi e al profitto, oggi del tutto insostenibile. L’Autore propone spunti ed esempi concreti.


L’orizzonte della creaturalità

 

di Paola Ricci Sindoni

La creaturalità è la condizione che ci consente di considerarci tutti fratelli e sorelle, non come affermazione retorica, ma nella concretezza del quotidiano, che implica la nostra dipendenza reciproca e la capacità – necessità di autentiche relazioni. La creaturalità, insomma, è incontrare, riconoscere e onorare il «tu», consapevoli della sua unicità.


Il lavoro e il sabato

di Luigi Ghia

Riflettendo sulle Scritture, incontriamo il libro di Giobbe, una storia di rivolta contro il non senso del mondo fino alla scoperta, nella fatica, del volto di Dio. Un testo che richiama, secondo l’Autore, la fatica del lavoro, che non è una maledizione, ma il modo per coltivare il Creato. Tenendo conto, però, che il lavoro deve essere sempre coniugato con il sabato, il tempo dell’otium, il tempo cioè in cui il negotium viene sospeso per la cura della relazione e della fraternità. Un’utopia? No, un futuro al quale dobbiamo tornare.


La cura della casa comune

 

di Francesco Ghia

Nella dinamica biblica della creazione, il racconto mitico del Giardino dell’Eden compendia e ricapitola la storia escatologica del cosmo. Isaia, nel capitolo 11, coglie bene il collegamento con Genesi 1 e 2, in una sorta di circolarità ermeneutica tra l’inizio del Creato, prima della «caduta» dei progenitori, e l’orizzonte al quale tendiamo, il completamento del progetto, in cui domina l’idea di pace e di armonia. Un cammino in cui la donna e l’uomo, amministratori del Creato, aboliscono il concetto di dominio per enfatizzare quello del sovrintendere e curare.


Coltivare la democrazia

di Luigi Ghia

In una breve nota per la rubrica «Alla ricerca dei valori», il direttore della rivista esprime la preoccupazione della Redazione che nel nostro Paese si offuschi il valore della democrazia, per la cui fondazione i nostri padri hanno lottato contro la dittatura fascista, ed espressa in modo mirabile dalla nostra Costituzione della quale, oggi, molti vorrebbero modificare gli elementi fondativi. Difendere democrazia e Costituzione è un compito che spetta a tutti, da realizzare con un «cuore pensante».


Utili consigli per non perdere la memoria

 

di Stefano Zerbini

I nonni – e gli anziani che nonni non sono – sono i coltivatori e i trasmettitori della memoria. In questo senso, essi sono anche i seminatori della speranza in un mondo ingessato sul presente. Nel nostro tempo, segnato dallo scarso interesse per la storia, essere, fare, narrare memoria sono le cifre del nostro futuro e gli anziani e i nonni ne sono i custodi e i difensori.


«Le grida del mio popolo»

di Paolo Moiola

«Le grida del mio popolo» è il titolo di un documento della Conferenza episcopale brasiliana nel quale viene denunciato, con coraggio e determinazione, il modello economico brasiliano, sponsorizzato e attuato dal governo Bolsonaro, che genera diseguaglianze, vulnerabilità, disoccupazione, fame. Nei giorni scorsi, la notizia della caduta del Governo Bolsonaro soppiantato, con legittime elezioni, da Luiz Inácio Lula da Silva (Lula). Per far rifiorire le speranze dei poveri.

Dossier: I giovani di Taizé