IN QUESTO NUMERO
Editoriale di Luigi Ghia 
Se investighiamo sul significato dei termini «soggiogare» e «dominare », non possiamo ignorare la realtà del dominio, il peccato del nostro tempo. Un peccato forse irredimibile con le nostre sole forze umane, ma che ci interpella con le voci delle sue vittime: le donne iraniane portate al martirio da un regime oscurantista, i lavoratori che operano in condizioni di insicurezza, i braccianti sfruttati e mal pagati, i riders che, altrettanto mal pagati, portano pizze a domicilio, ai poveri di tutte le regioni del mondo, ai migranti respinti, insieme con le ONG che cercano di salvarli, dai governi dei regimi fascisti. Ma non è questo il progetto di Dio.
Partecipazione
di Brunetto Salvarani
Il cammino sinodale della Chiesa è il «tema dell’anno» 2023. In questo numero parliamo di «partecipazione». In uno scenario «dei tempi incerti», in cui a una crescente ricerca di senso da parte dei nostri contemporanei, si unisce una crisi di appartenenza alla Chiesa, il Sinodo lancia profeticamente la proposta di una ripresa della partecipazione, partendo proprio da quella «Chiesa nelle case» che il tempo della pandemia ha, del tutto inaspettatamente, inaugurato.
Soggiogare e dominare
di Luigi Ghia
La relazione tenuta dall’Autore al convegno di Famiglia domani del 2021, ritorna sul tema del dominio nelle sue espressioni attuali, per ribadire che, nel progetto di Dio, questa dimensione dell’esistenza non è mai legittimata. Viene riportato, come esempio di dominio, il lavoro alienato e sfruttato, condannato senza riserve dall’antropologia biblica.
di Giorgio Ghia
Dai governi fascisti di molte nazioni europee, Italia inclusa, le persone in fuga dai loro Paesi inospitali, alla ricerca di un possibile futuro per sé e per i loro figli, vengono definite spregiativamente «carico residuale». Ma quanti morti deve registrare la pericolosa traversata del Mediterraneo per approdare alle nostre coste! Un’analisi sociologica.
Il lavoro dei giovani
di Dino Barberis
Secondo il nostro Direttore responsabile, sociologo e parroco ad Asti, il mondo del futuro è senza futuro. I giovani solo con grandi difficoltà riescono a trovare un’occupazione, fenomeno con un’alta incidenza nella componente femminile. I cosiddetti «NEET», cioè giovani che non studiano, non hanno un impiego e non stanno facendo apprendistato, sono in continuo aumento. In Italia, terza in Europa, dopo Turchia e Grecia, su questo podio poco lusinghiero, servirebbe una politica attiva del lavoro, oggi mancante.
In cammino per fede
di Fabio Marongiu
Solo per fede ci si mette in cammino, lasciando – come Abramo – le proprie sicurezze. Solo per fede si accetta – come Sara – una maternità ritenuta ormai impossibile. Solo per fede sappiamo che Dio, nel giorno del giudizio, peserà le lacrime di ogni donna, di ogni uomo e di ogni bambino fatti ingiustamente soffrire.
di Guido Ghia
Il tema del peccato delle origini è sempre assai complicato da trattare, soprattutto nei suoi risvolti teologici. In questo articolo, l’Autore ci prende per mano e, con parole piane e comprensibili, partendo dall’esperienza dei nostri progenitori, ci mostra come la nostra condizione umana sia segnata dalla fragilità e dalla caducità, ma sempre in un orizzonte di libertà che resta il dono più prezioso fatto da Dio all’essere umano. Una libertà che non viene mai negata, anche quando l’essere umano vive la tentazione estrema dell’essere come Dio. Ed è questo il vero peccato.
Il Paradiso perduto
di Giovanni Scalera
Prendendo a prestito il titolo del capolavoro di John Milton, l’Autore affronta qui il tema della superbia, esperienza umana tra le più diffuse, all’origine del male del mondo, in contrasto con il valore dell’umiltà, sconosciuta in quanto valore dal mondo classico, ma considerata fondamentale per piacere a Dio dal mondo ebraico e dal cristianesimo. E che testimonia da parte di Dio la predilezione per i piccoli, i poveri, gli ultimi.
di Silvana e Luca Molinero
Una breve, ma intensa analisi di una coppia che affronta il tema della differenza non solo linguistica, ma dal grande rilievo pedagogico, tra autorità (che discende dal ruolo del soggetto) e autorevolezza (valore personale da ricercare continuamente). La conclusione degli Autori è che nel compito educativo delle nostre famiglie occorre mettere a tema l’autorevolezza, più che l’autorità, avendo il coraggio di dire che «nelle nostre famiglie non comanda nessuno perché ci vogliamo bene».
Una nuova primavera
di Stefano Zerbini
È il vento conciliare che crea la nuova primavera nella Chiesa. Oggi torna a soffiare, dopo un inverno faticoso e gelido. Lo garantisce il cammino sinodale, voluto da papa Francesco.

