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Possiamo perdonare solo se ci sentiamo perdonati e oggetto  di misericordia da parte di Dio.

Possiamo dare grazia solo se siamo consapevoli di aver ricevuto grazia.

Il perdono ci aiuta e libera da chi ci ha offeso perché ritrovi la sua umanità.

Tutto passa solo Dio resta.

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Camminava con loro. Camminava con i due discepoli che se ne stanno andando, vanno via dalla comunità degli altri fratelli e sorelle, delusi, in crisi, le loro attese sono scomparse con la morte di Gesù…

Uno dei due ha un nome: Cleopa, l’altro non ha nome... forse è un invito a mettere il nostro nome al suo posto, il nome di tutti i discepoli di tutti i tempi che delusi se ne vanno, lasciano perdere la comunità, dopo magari qualche problema , qualche delusione, qualche contrasto: “tanto non ne vale la pena, non si cambia mai...” I due discepoli sono tristi (anche noi quando entriamo in questo tunnel?), ma hanno ancora la forza di discutere, di riflettere tra di loro. Cercano una spiegazione all'accaduto, non sono rassegnati nonostante tutto, non riescono a darci un taglio. Quale è la ragione del fallimento? Di chi è stata la colpa? Gesù doveva essere meno provocatorio?

Il vangelo non dice che Gesù appare all’improvviso, si avvicina, cammina con loro, da sempre al loro fianco, solo che loro non lo vedevano... Gesù cammina con noi, anche quando siamo delusi, quando vogliamo         lasciare perdere tutto... Lui cammina con noi. Sta a noi riconoscerlo. Come prima cosa non rimprovera, non fa cadere le cose dall’alto, non pronuncia sentenze, non alza la voce: ascolta.

I due insieme iniziano a fare l’esperienza di Gesù che cammina con loro, gli raccontano tutto il negativo che li ha sommersi negli ultimi giorni. Gesù ascoltando fa emergere il loro dolore.

Non solo stanno andando via dalla comunità, ma non hanno voluto ascoltare i fratelli che gli avevano raccontato l’esperienza dell’incontro con il Risorto. Troppo forte il loro dolore, troppo grande la delusione. Quando si cade in questo vortice non si sta a sentire nessuno, si ascolta solo la nostra voce, si mette al centro il nostro io, gli altri scompaiano piano piano...

Quale è l’errore dei due? Forse credevano in un Messia potente, vincitore, che avrebbe restaurato il regno di Israele, cacciato via i romani invasori. Davanti ad uno sconfitto sulla croce tutto è crollato. Gesù aveva incendiato il loro cuore con il messaggio del nuovo Regno, ma davanti alla sua morte tutte le speranze sono sparite…

Gesù li lascia sfogare, ascolta il loro dolore, poi inizia a spiegargli le scritture, li aiuta a capire cosa è successo alla luce della Parola. I loro occhi cominciano a vedere, il loro cuore a scaldarsi di nuovo, la loro mente a capire. L’incontro con la Parola: ecco quello che possiamo fare anche noi, discepoli di oggi. Per incontrare la Parola, per capire, per farla scendere nel cuore ci vuole qualcuno che la spieghi, dobbiamo fare lo sforzo di cercare di comprenderla, di riflettere su di essa, magari anche di studiarla un poco. Non è solo per pochi eletti: è per tutti, è il nostro “pane quotidiano”, è il mezzo per incontrare Gesù dopo 2000 anni, giorno dopo giorno, è la buona novella che ti fa cambiare vita. Non ci si deve fermare alla prime difficoltà di comprensione, magari per il testo ed il contesto in cui è stata scritta: quanti mezzi abbiamo oggi giorno per comprenderla! Corsi biblici, on- line e non, libri, incontri, ritiri, la celebrazione di ogni giorno e della domenica...

Dopo un’esperienza profonda con la Parola il primo effetto è quello raccontato dai due discepoli: il cuore comincia ad ardere, si sta bene con Gesù, si comprende il senso della nostra vita, si prova un sentimento profondo di felicità, finalmente scompare il senso di vuoto dalle nostre giornate. Ogni istante vissuto ha il suo significato, si vuole rimanere così, con Gesù che cammina con noi: “Resta con noi, perché si fa sera ...”

E Gesù spezza il pane con loro, con noi, nella nostra comunità di fratelli e sorelle (le nostre domeniche...), ci fa capire che la vita è vita eterna solo se diventa dono, come la sua,  amore incondizionato che ha donato la vita sulla croce per farcelo capire. L’uomo è veramente umano solo se diventa dono, per quelli che vivono         accanto a lui, per l’umanità intera.

Camminava con loro... adesso cammina con noi, con tutti noi, ogni giorno, con la Parola che ci accompagna, con lo spezzare il pane insieme alla comunità che vive da fratelli e sorelle.

Solo allora, solo insieme ai nostri fratelli e sorelle possiamo dire: “Davvero il Signore è Risorto !”

Revisione di vita

  • E' stato tutto un bel sogno? Se ne vanno... Lungo la strada pensano di essere soli, ma non è vero: c'è qualcuno che li accompagna ma non se ne sono accorti… Esperienza che facciamo anche noi? Come aprire i nostri occhi?
  • I due lasciano la comunità, momento di crisi, attese deluse, magari qualche conflitto. E’ giunto il momento di riporre tutti i sogni nel cassetto: accadeva nelle comunità degli anni 80 d.C., tanti abbandoni. E' la situazione anche di oggi? Entusiasmo post concilio Vaticano II scemato, comunità sempre più ristrette, vale ancora la pena di rimanere?
  • I due hanno un lungo sfogo, è importante lasciare sfogare, tirare fuori tutto il dolore, le incomprensioni, ascoltando con attenzione, partecipazione. I due conoscono bene quello che ha fatto Gesù, ha cambiato il cuore di tante persone, ma alla fine è morto... Le sconfitte rimangono sconfitte? Come cogliere segni di speranza anche nella realtà di oggi? Non rassegnarsi...
  • Che spazio, quanto tempo dedico nella mia giornata all’ascolto della Parola? Approfondire la Parola, riflettere su di essa, studiarla, comprenderla. Solo per pochi consacrati o per tutti? Come trovare un modo, un’opportunità compatibile con la mia vita di tutti i giorni?
  • Spezzare il pane insieme ai fratelli e sorelle: esperienza profonda di vita donata, di amore incondizionato. Quanto assomiglia alle nostre celebrazioni domenicali?