
Giovanni Battista nel vangelo di questa domenica vede Gesù in una luce tutta particolare, un modo nuovo, inatteso: "Ecco l'agnello di Dio! "
Un agnello, in un mondo di lupi...
In questi ultimi periodi assistiamo ogni giorno ad uno spettacolo indecente di un mondo pieno di lupi: ci circondano, si infilano in tutti gli aspetti della vita, vogliono il potere economico, politico, militare. Vogliono conquistare nuovi territori, appropriarsi delle materie prime,… I lupi sono disposti ad uccidere, senza scrupoli, pur di ottenere quello che vogliono.
Un mondo molto diverso da quello in cui ha vissuto Gesù? Forse no, anche in quell’epoca i lupi scatenavano guerre, sterminavano popoli, imponevano la forza dell’impero con le armi, le esecuzioni di massa.
Giovanni vede, nel Messia che annuncia il mondo nuovo, un agnello! Non è un Messia potente, che dall'alto, con la sua forza domina tutte le nazioni, risolve tutti i problemi sociali, politici, economici; un messia che elimina tutti i re ed gli imperatori ingiusti che ne facevano di tutti i colori ...
Anche all’epoca di Gesù si aspettavano il Messia forte come un leone, della tribù di Giuda, un Messia che avrebbe sistemato tutto: la dominazione romana, la liberazione del popolo, il riscatto per tutti i poveri. Ad essere onesti forse anche noi oggi, davanti alle notizie di tutti i giorni, abbiamo la stessa idea: invocare l'arrivo di qualcuno che metta le cose a posto, che faccia fuori tutti i "cattivi" del tempo, che sistemi le cose per noi, qualcuno che con la forza finalmente faccia capire a tutti come si deve vivere.
Invece ... un agnello. Dio viene nel mondo e la sua prima caratteristica é quella dell'agnello, lo diciamo anche tutte le domeniche nella Messa prima della comunione: "Ecco l'agnello di Dio...".
Un agnello in mezzo ai lupi... va a finire male. Gesù darà la sua vita, donerà tutto per farci capire che cos'è il vero amore, sulla croce sarà l'agnello che dona la vita.
Allora il messaggio di questa domenica è veramente importante: l’immagine dell'agnello ci vuole far capire in realtà che cos'è veramente l'uomo.
L'uomo che diventa (ci verrebbe da dire che si evolve ...) veramente umano è l'agnello che dona la vita, non il lupo che sbrana i suoi simili. Non è il leone con la sua forza che cambia l’umanità, ma l'agnello, anche contro i lupi. Occorre avere il coraggio di rimanere agnelli anche con i lupi che si incontrano, in tutte le epoche ed in tutte le società, e di testimoniare l'amore. Non reagire con la potenza, con la violenza, ma con la forza dell'amore.
E’ l’agnello che cambia il mondo per sempre, che fa nascere una nuova umanità.
L'agnello é "... colui che toglie il peccato del mondo".
Forse il "peccato del mondo" é proprio questo voler prevalere l'uno sull'altro, l'idea che si è qualcuno solo quando si riesce ad emergere sopra gli altri, la convinzione che solo con la forza si ottiene quello che si vuole. La logica dei lupi: le spade e le lance di un tempo, oggi i missili, i droni usati per uccidere, per sterminare, per far morire tante persone di freddo.
I lupi che si aggirano nel mondo si vedono nei social, alla TV, sui giornali. Il finanziere, l’imprenditore che ha tanta ricchezza quanto il PIL di uno stato, che impone la sua volontà a miliardi di persone; il politico così potente che riesce a dominare per 30-40 anni fregandosene di tutti, che invade stati provocando morti, sangue, sofferenze infinite; il fabbricante di armi che guadagna sulla pelle di tante persone senza farsi problema delle conseguenze... Cresciamo, forse anche siamo educati, in una società che privilegia i forti, i lupi e disprezza i deboli.
Forse il “peccato del mondo” che l'agnello è venuto a togliere è proprio questo.
E’ venuto per farci capire che il vero uomo è un'altra cosa, l'uomo è stato creato solo per l'amore, per donare quello che è e quello che ha... solo così la sua vita ha senso. Non è la forza la misura dell'uomo ma la sua capacità di amare, di donare agli altri quello che è riuscito ad imparare, a fare.
Non é la potenza, la forza la metà da traguardare, ma la capacità di diventare più umani, più simili all’agnello. Ed è solo così che inizia il mondo nuovo; non il leone che impone il cambiamento con la violenza, ma l'agnello che cambia nel profondo il cuore gli uomini.
Alla fine il Battista si arrende e capisce il senso di tutto questo, comprende fino in fondo il Messia: "... Io non lo conoscevo" ma ho visto che lo Spirito è sceso su di lui, lo Spirito rimane con lui... L'Amore testimonia l'amore...
Giovanni ha la forza di rovesciare la sua idea, la sua immagine di Dio, la sua convinzione sugli uomini, non rimane fossilizzato nelle sue aspettative, ma capisce cosa veramente ci vuole per diventare uomini nuovi.
Diventare agnelli, anche in un mondo pieno di lupi. E noi?
Revisione di vita
- Agnello o leone? Quale Messia aspettiamo veramente nel nostro cuore?
- Avere il coraggio di rimanere agnelli in mezzo ai lupi, anche nel modo odierno popolato da belve. Nelle nostre giornate, dove viviamo, nel guidare l'auto, al lavoro, forse qualche volta anche in parrocchia, nel volontariato, può capitare anche in famiglia... cosa significa per noi? Come tradurlo in pratica?
- Cambiare la propria idea, avere la forza di andare verso il nuovo, non percorrere sempre le stesse abitudini, per diventare più umani. Una sfida? Un’opportunità? Una possibilità per cambiare qualcosa di quello che circonda?

