
La luce che ti fa cambiare strada, così forte da non lasciare dubbi su quale é la direzione giusta verso cui andare, il cammino che si deve iniziare. Forse si potrebbe sintetizzare così il vangelo di questa domenica: anche nelle difficoltà più grandi c'é una grande luce, un sole immenso, una stella nei cieli dell'universo che ti fa vedere una speranza possibile, una novità che stravolge la vita.
Le tribù che abitavano le terre di Zabulon e Neftali erano finite male, una tragedia collettiva: gli assiri li avevano distrutte, deportate, volevano cancellarle dalla faccia della terra; sembrava tutto finito per sempre, finita anche la speranza in un domani... ma "... Il popolo che abitava nelle tenebre vide una grande luce, per quelli che abitavano in regione e ombra di morte una luce è sorta!" Ecco il grande annuncio del profeta Isaia, ripreso da Matteo.
Allora c'é spazio anche per noi, anche per i problemi dei nostri tempi, per tutto quello é successo in questi ultimi anni e quello che sta accadendo oggi. C’è una condizione: occorre scrutare con attenzione l'orizzonte, non farsi travolgere dal "nero" che ci circonda, scovare la luce che sorge.
La grande luce é Gesù che annuncia la buona notizia, il nuovo regno: "Convertitevi, perché il regno dei cieli é vicino!"
E' giunto il regno di Dio, è iniziato il cambiamento della storia del mondo, è un cambio radicale di regime: il regno vecchio, i criteri di giustizia adottati da sempre dagli uomini non vanno più bene. La competizione ad oltranza, il più forte che vince e si prende tutto e poi si fa servire. Nel nuovo regno viene introdotta la giustizia di Dio, tutto viene capovolto. I criteri con cui si lotta nel mondo per prevalere non contano più niente, davanti a Dio valgono zero. Ecco cosa conta per Dio: la bontà, il perdono, la condivisione, essere servi dei fratelli; questi sono i valori del nuovo regno.
Adesso con Gesù il mondo cambia, per sempre, chi rimane legato al mondo vecchio sta sprecando la sua vita.
Gesù chiede questa conversione: accogliere la logica nuova, quella delle beatitudini.
E' la nostra esperienza di tutta la vita: quante volte ci è capitano di pensare, di fare promesse, di credere nel nostro profondo: adesso cambio, per sempre, non sarò mai più come prima ! Ma...poi ci siamo scontrati con i problemi, le fragilità di sempre, gli errori che ci caratterizzano, che "timbrano" la nostra vita. L'atteggiamento giusto è quello di una conversione continua, di un cambiamento continuo, ogni giorno. La conversione profonda verso la vera giustizia, quella del nuovo regno. I valori del mondo rovesciati, la logica del potere scardinata, la giustizia che va a braccetto con la misericordia, la nuova umanità che nasce.
Il brano del vangelo termina con la chiamata di quattro discepoli: Simone, Andrea, Giacomo e Giovanni. Qualcuno inizia a credere all’annuncio di Gesù: i primi discepoli! La loro vocazione non è una chiamata a diventare consacrati, è una chiamata a condividere i criteri, la proposta di uomo di Gesù. E’ l’invito che rivolge a tutti, anche a noi, ad accogliere il suo vangelo.
Sono chiamati in riva al “mare” (in realtà è il piccolo lago di Tiberiade). Il mare ha un forte significato simbolico nella Bibbia, richiama l’esodo dalla terra della schiavitù alla terra della libertà, adesso con Gesù c’è il nuovo esodo: dalla schiavitù delle passioni verso la terra degli uomini liberi. Per il nuovo esodo è necessario seguire Gesù, mettersi in cammino, vedere come si comporta, conformarsi a lui giorno dopo giorno.
Non c'è nessuna promessa, solo una missione: pescare, tirare fuori tutti gli uomini dal male (il mare nella Bibbia…), da tutto quello che impedisce la vita. Fuori dall'abisso delle acque, dalle profondità del mare, utilizzando le reti, che rappresentano tutto ciò che trattiene, che impedisce di andare dietro a Gesù.
Giacomo e Giovanni lasciano la barca ed il padre; significa tutta la vita che avevano svolto ogni giorno fino a quel momento. Adesso con Gesù è tutto diverso, entrano in un’altra barca, quella della comunità. Abbandonano il modo antico di fare la loro professione, cambiano gli obiettivi. Se si accoglie il vangelo tutto viene svolto in un modo diverso, anche le solite occupazioni di ogni giorno.
Il vangelo tira fuori da tutte le condizioni in cui non si è pienamente felici: è la luce forte e potente che ci chiama, che ci guida nel nuovo cammino verso la vera giustizia.
Revisione di vita
- Vedere la luce nelle nostre giornate, magari tra tanti altri "bagliori" che ci attraggono. Ci servono nuovi occhiali?
- Convertirsi, cambiare strada, rovesciare la mentalità, accogliere la logica nuova, quella delle beatitudini. Un’occasione per ogni giorno?
- La giustizia del regno dei cieli. Cosa significa, come si traduce nella mia giornata al lavoro, nei miei rapporti in famiglia, con le persone che incontro per strada?
- Chiamata solo per i quattro discepoli o anche per noi? Chiamata solo per pochi eletti o per tutti ?
- Che “reti” abbiamo nella nostra vita? Le reti delle nostre paure? Delle nostre convinzioni? dei rimpianti? Dare un taglio a queste reti. La decisione va fatta subito, adesso.
- Come cambia il nostro modo di vivere le occupazioni delle nostre giornate dopo aver sentito il vangelo? Barca vecchia o barca nuova?

