
Inizia la settima più importante dell'anno, la settimana in cui è cambiato tutto, prima e dopo il 7 aprile del 30 (gli studiosi sono riusciti ad identificare la data esatta della Pasqua ...) non è stato più lo stesso per i discepoli di allora (da persone timorose, impaurite di tutto sono andati dappertutto a raccontare la buona novella di Gesù) e per i discepoli di oggi (o almeno quelli che cercano di camminare con Lui ).
All'inizio di questa settimana leggiamo il brano di vangelo più antico, il cuore di tutti i vangeli, il centro di tutto il vangelo. Impossibile riuscire a sintetizzare tutto quello che il vangelo di questa domenica dice al nostro cuore.
Prima e dopo averlo letto niente può essere più lo stesso, tutto cambia di significato : la nostra concezione di Dio (Amore infinito che si dona per noi, un Dio che sceglie di morire per farci capire la vita come un dono di amore...), il nostro rapporto con gli altri (l'attenzione per tutti, anche per chi tradisce, la non violenza per amore, il perdono senza limite...), il nostro rapporto con noi stessi (il dono come misura della nostra vita, l'affidarsi all'Amore infinito, anche nelle circostanze più difficili...), le nostre idee sul mondo e sulle cose (il potere è così importante? dominare tutto e tutti ? che senso ha ?).
Allora in mezzo a questa immensa onda di amore che stravolge il nostro modo di pensare e di vivere quest’anno ci ha colpito un dettaglio, che sottolinea Matteo rispetto agli altri evangelisti.
“Allora si fecero avanti, misero le mani addosso a Gesù e lo arrestarono. Ed ecco, uno di quelli che erano con Gesù impugnò la spada, la estrasse e colpì il servo del sommo sacerdote, staccandogli un orecchio. Allora Gesù gli disse: «Rimetti la tua spada al suo posto, perché tutti quelli che prendono la spada, di spada moriranno. O credi che io non possa pregare il Padre mio, che metterebbe subito a mia disposizione più di dodici legioni di angeli?”
Ecco il nostro Messia: disarmato e disarmante.
Non reagisce alla violenza, accetta di subire il martirio pur di non reagire con la violenza. Perché la spada porta altre spade, in una catena infinita, anzi in una spirale che amplifica sempre di più la violenza. Potrebbe utilizzare le dodici legioni di angeli: immagine utilizzata da Matteo per un forte messaggio teologico. Dio non usa la forza, non inchioda nessuno con la violenza.
Quanto attuale questo messaggio! Quanto destabilizzante (almeno per noi … ) in un momento come il presente. Noi apparteniamo alla generazione nata due decenni dopo la II guerra mondiale, forse ingenuamente non ci eravamo mai resi conto del tutto delle guerre nel mondo, che pure ci sono sempre state, solo un po’ più distanti da noi…
Negli ultimi anni quanta violenza! Quante energie spese per le armi! Quante vite sacrificate! Quanti progetti di morte, di vendetta in un vortice che sembra profondo come un abisso senza fondo!
Noi cristiani oggi celebriamo un Messia disarmato e disarmante: non solo senza armi ma impedisce ai suoi di difenderlo con la spada, non vuole rispondere con la forza alla forza. Accetta di essere condannato, insultato, percosso, umiliato… fino alla crocifissione. Accetta di morire per farci capire come solo l’amore può cambiare il cuore dell’uomo. Nessuna vittoria con la spada cambierà mai niente, produrrà solo infinite ritorsioni, scaverà solo solchi di rancore e di odio.
Oggi la forza è sdoganata, sembra che sia l’unico principio per le relazioni fra stati, nazioni, popoli. Chi ha più missili, droni, armi, tecnologie impone la sua volontà sugli altri popoli.
Oggi noi cristiani celebriamo un Messia disarmato e disarmante: dobbiamo avere il coraggio, la forza, tutti insieme, di annunciare la buona novella del vangelo di Gesù anche se ci sembra impossibile, troppo alto per le nostre forze.
Credere nella forza dell’annuncio di un Messia disarmato e disarmante. Fa tremare (almeno noi tremiamo a pensarlo, a scriverlo…) ma il cristiano non può usare la violenza, non può usare le armi per uccidere…
E’ un momento importante, decisivo per il nostro mondo, per la nostra epoca: credere che la pace è possibile, un nuovo mondo è possibile, una nuova umanità è possibile: con Gesù, il Messia disarmato e disarmante.
Revisione di vita
- Come vivere nelle nostre famiglie, nelle nostre case il “fiume” di notizie sulle guerre che ci invade ogni giorno? Come riuscire a vivere insieme la luce della Parola di Gesù: …rimetti la spada al suo posto…”?
- La paura del “nemico” è un messaggio che viene veicolato nei social, nella TV, nei discorsi tra noi sul lavoro… Riusciamo a” staccarci” dalla mentalità corrente, andare contro corrente?
- La forza del perdono contro la forza della vendetta. Un nuovo inizio è possibile, iniziare dalle nostre relazioni, per diffondere una mentalità che sfugge alla logica perversa, che accresce solo la violenza. Ne parliamo nelle nostre comunità, nelle nostre famiglie, al lavoro, dovunque è possibile?
- Gesù, il Messia disarmato e disarmante, il nostro fratello, che ci ha tracciato la strada. Solo con lui possiamo avere il coraggio di proporci anche noi disarmati e disarmanti… La logica del più forte è incompatibile con le parole di Gesù.

