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Perdere la propria vita significa assumere la vita degli altri come propria ragione di esistenza.

Chi vive fedele al Vangelo viene contestato perché non si conforma alla mentalità di questo mondo, ma agisce per un bisogno assoluto di giustizia in cui trova rispecchiata la sua dignità morale.

Tutto passa solo Dio resta.

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amministratoredisonesto

La paga di un denaro anche a quelli che hanno lavorato solo un ora, lo scandalo del vangelo di oggi...

La parabola racconta di un padrone (Dio...) che ha una esigenza fortissima di trovare lavoratori (tutti noi...) per la sua vigna (il popolo di Israele, noi popolo di cristiani..). E’ una scena molto realistica: è il momento della vendemmia, è necessario raccogliere con rapidità l’uva se non il raccolto va a male, magari arriva una, pioggia che fa perdere valore al vino.

Il padrone deve organizzare il lavoro: sono necessari tanti lavoratori operai; il padrone è indaffarato, ha preparato tutto, va sulla piazza per trovare i lavoratori, è preoccupato, vuole risolvere subito tutti i problemi, Mobilita molti braccianti, che non avevano lavoro fisso, la vendemmia è la loro occasione per guadagnare qualcosa in più.

Gesù utilizza dei simboli molto utilizzati nella Bibbia: la vigna ed il vino.

Il vino è collegato alla gioia, alla festa, alla gratuità; la vigna rappresenta il popolo di Israele (noi cristiani di oggi…), perché produce uva buona (se segue le indicazioni di Dio…), produce il vino buono, perché tutti possano essere felici nella nuova umanità che sta nascendo.

Il primo gruppo di lavoratori è assunto subito alle sei del mattino. E’ gente impegnata, volenterosa, che vuole lavorare. Concordano il prezzo, 1 denaro per 12 ore di lavoro, sono tutti contenti. Questo primo gruppo rappresenta anche oggi chi si è impegnato da sempre nella parrocchia, nei gruppi di volontariato, ha incontrato Gesù ed il suo messaggio

Il padrone non si accontenta: esce ancora quattro volte per trovare lavoratori, ogni tre ore, durante tutta la       giornata, fino alle cinque del pomeriggio (gli ultimi…).

Dio non si rassegna mai, cerca di trovare sempre lavoratori, la vendemmia deve  essere portata a termine, l'uva pigiata, diventerà vino (il momento della gioia, della festa, della convivialità...), tutti possono       collaborare, nessuno deve rimanere ozioso, tutti possono partecipare al nuovo mondo, tutti possobo essere felici.

Il primo messaggio forte e chiaro. Non c'é un tempo privilegiato: la gioventù, la maturità, la vecchiaia, non c'é nessuna epoca della nostra vita in cui Dio non chiama ad una pienezza, a riempire si senso la propria vita, a costruire il regno, ad entrare nella festa... Nessuno si deve sentire escluso, mai.

L'importante è non rimanere a fare niente in piazza... A tutte le ore si é chiamati alla vera umanità, per essere figli di Dio non c'è età.

Finisce la giornata, è il momento della paga. Il padrone chiama per primi chi ha lavorato solo un ora (gli ultimi): ricevono un denaro! E' una sorpresa ! Crea un'attesa incredibile in quelli che hanno lavorato di più: chissà cosa riceveremo noi che abbiamo lavorato dodici ore...

Invece anche loro ricevono un denaro, sono scontenti, iniziano a contestare: il padrone è ingiusto!

Forse siamo un po' solidali con questi lavoratori, la nostra giustizia è diversa, il contratto doveva essere proporzionale agli sforzi! Ma qui ci dobbiamo chiedere: che cosa rappresenta la paga di un denaro ?

Rappresenta la vita piena, il centuplo, il dono della vita dell'eterno, già qui, adesso. La retribuzione che Dio ci dà è se stesso, l'essenza della sua vita: la gratuità.

Confessiamo che noi che scriviamo dobbiamo fare una conversione totale: dalla spiritualità dei meriti (tutto é oggetto di scambio: io ti do tu mi dai, una sorta di bilancio di dare-avere ...) alla spiritualità della gratuità dove tutto è dono.

Il padrone non poteva dare meno di un denaro agli ultimi, è essere con Lui, la retribuzione è Dio stesso...

Dobbiamo accogliere la gratuità di Dio, comprendere fino in fondo che è una fortuna enorme poter vivere così fin dai primi anni della vita, vivere così è la strada della felicità. Ecco il vero valore del denaro ricevuto da tutti. Il vangelo non è un peso, è il tesoro della nostra vita: che fortuna essere nato nella vigna (magari la nostra famiglia, l’incontro con delle persone belle, una comunità accogliente…)  del mondo nuovo.

Il padrone ha parole dure verso i lavoratori della prima ora, perché vuole liberarli da un rapporto dare-avere, chiusi nel loro egoismo non sono felici.

Forse c'è circolarità nella fine della parabola: "Così gli ultimi saranno primi e i primi, ultimi". I primi capiranno la logica della gratuità solo quando saranno ultimi...

Revisione di vita

  • Viviamo il nostro rapporto con Dio come una proposta di lavoro che riceviamo? Quanto mi paghi? Il padrone ha bisogno di operai nella sua messe... Quanto guadagnerà l'operaio? Che significhiamo diamo alla proposta di un denaro?
  • Ci é capitato, ci capita di fermarci in piazza a "fare niente", a rimanere oziosi, a non rispondere alla chiamata del padrone? Come possiamo rimetterci in moto, in discussione?
  • Sono in un periodo di "mugugno", di contestazione, di mormorazione perché non sono contento di quello che faccio, di quelli che sono accanto a me (in famiglia, nel volontariato, nei gruppi parrocchiali, nel...), del loro modo di comportarsi? Come passare dalla spiritualità dei meriti alla spiritualità della gratuità?
  • Il padrone da a tutti un denaro. I primi lavoratori si sentono presi in giro: padrone provocatore? Siamo stati dei fessi a lavorare dalle 6 del mattino? Strana giustizia di Dio?  Spiritualità dei meriti, bilancio dare avere con Dio? Oppure tutto è dono: quello che abbiamo ricevuto e quello che dobbiamo restituire?
  • Ci possono essere più chiamate del padrone in tanti momenti diversi della vita? Oggi cosa mi chiede ?