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Possiamo perdonare solo se ci sentiamo perdonati e oggetto  di misericordia da parte di Dio.

Possiamo dare grazia solo se siamo consapevoli di aver ricevuto grazia.

Il perdono ci aiuta e libera da chi ci ha offeso perché ritrovi la sua umanità.

Tutto passa solo Dio resta.

p.Benigno Scarpazza
Il ruolo o la missione della coppia cristiana nella Chiesa e nel mondo sia un vero e proprio ministero ecclesiale, non è più soltanto un'opinione di teologi. E' ormai pensiero del magistero ecclesiastico, espresso chiaramente in documenti ufficiali.

Che il ruolo o la missione della coppia cristiana nella Chiesa e nel mondo sia un vero e proprio ministero ecclesiale, non è più soltanto un'opinione di teologi. E' ormai pensiero del magistero ecclesiastico, espresso chiaramente in documenti ufficiali.

"In forza del sacramento del matrimonio - affermano i vescovi italiani nel documento pastorale Evangelizzazione e sacramento del matrimonio del 1975 - gli sposi sono consacrati per essere ministri di santificazione nella famiglia e di edificazione della Chiesa. I coniugi compiono il loro ministero e impegnano i loro carismi, oltre che nella testimonianza di una vita condotta nello Spirito, nella educazione cristiana dei figli ... " (n. 104). E Paolo VI, due anni più tardi, rileverà come sia oggi necessario far spazio alle coppie e aiutare le comunità parrocchiali e diocesane a riconoscerne "il ruolo di protagoniste della pastorale che a loro viene dalla grazia del sacramento". E aggiungeva: "In una società che emargina sempre più la famiglia e, praticamente, tende a vanificarne la consistenza e i compiti nelle realtà civili e nell'educazione dei fi gli... ci si deve impegnare a promuovere il ministero dei coniugi ... " (L'osservatore romano del 25-4-1977).

L'idea verrà riaffermata, in maniera ancora più universale e solenne, nel Sinodo dei Vescovi del 1980 (cfr. la proposizione 2 7) e nella esortazione apostolica Familiaris consortio (cfr. specialmente i NN. 47, 53, 55, 59 e 63). Anche se spesso, invece di ministero, vengono usati, nella Familiaris consortio, altri termini, come compito, ruolo, servizio, missione, è sempre la medesima realtà che viene intesa da Giovanni Paolo Il. "Dev'essere riconosciuto il posto singolare che spetta alla missione dei coniugi e delle famiglie cristiane, in forza della grazia ricevuta nel sacramento. Tale missione deve essere posta a servizio dell'edificazione della Chiesa, della costruzione del Regno di Dio nella storia. Ciò è richiesto come atto di docile obbedienza a Cristo Signore. Egli, infatti, in forza del matrimonio dei battezzati elevato a sacramento, conferisce agli sposi cristiani una peculiare missione di apostoli, inviandoli come operai nella sua vigna, e, in modo tutto speciale, in questo campo della famiglia" (Familiaris consortio, n. 7 1).

Ministero, compito, ruolo o missione si possono considerare termini equivalenti, quando si indichi lo stesso contenuto con lo stesso significato. Ministero, però, è termine più specifico e qualifica meglio il servizio che la coppia è chiamata a svolgere in forza del sacramento del matrimonio. Per due ragioni soprattutto. In primo luogo, perché il ministero è sempre un compito, un ruolo o un servizio specificamente ecclesiale: avente cioè, alla base, un dono o grazia dello Spirito Santo (cfr. I Cor. 12, 4-11), che costituisce la ragione teologica della sua esistenza e la forza divina del suo esercizio. In secondo luogo, perché il ministero è un compito, un ruolo o un servizio ecclesiale che si distingue da tutti gli altri per alcune caratteristiche proprie: la stabilità, il rapporto diretto con la costituzione visibile e organica della Chiesa, il riconoscimento da parte dei pastori (cfr. Mons. Marco Cè, Ministeri istituiti e ministeri straordinari: Il Regno documenti 21/11-1976, pag. 267).

Tale è appunto il compito, il ruolo o il servizio della coppia cristiana. t strettamente legato a uno degli elementi costitutivi e vitali della Chiesa: il sacramento del matrimonio; è riconosciuto da parte delle comunità ecclesiali nella celebrazione liturgica d 1 matrimonio, e ha la stabilità del vincolo coniugale, che, essendo indissolubile, dura per tutta la vita della coppia. t dunque, un vero e proprio ministero, che le comunità cristiane hanno il dovere di riconoscere e di promuovere nella specificità della sua natura e dei suoi compiti.

Il ministero della coppia cristiana è un ministero sacramentale

E' un ministero sacramentale, perché, fondato sul sacramento del matrimonio, da esso trae non solo origine, ma anche significato, ispirazione e sostegno. Non è semplicemente un ministero istituito mediante un atto liturgico-giuridico, come quello del lettore o dell'accolito, e neanche soltanto un ministero di fatto, legato a una particolare vocazione cristiana, come quello della suora o del catechista.

E' un ministero che nasce come esigenza di quella consacrazione e trasformazione che il sacramento del matrimonio compie negli sposi cristiani. "Nell'incontro sacramentale Gesù Cristo dona agli sposi un nuovo modo di essere per il quale sono come configurati a lui sposo della Chiesa e posti in un particolare stato di vita entro il popolo di Dio. Così gli sposi, mediante il sacramento, ricevono quasi una consacrazione che attinge, trasformandola, tutta la loro esistenza coniugale (cfr. Gaudium et spes, n. 48) ... La Chiesa è cosciente di generare nella celebrazione del sacramento del matrimonio le coppie cristiane come cellule vive e vitali del Corpo mistico di Cristo; per questo chiede a tutti i suoi membri di accoglierle come sue componenti organiche, dotate di carismi e ministeri propri, per una specifica missione nell'annuncio del Vangelo che salva" (Evangelizzazione e sacramento del matrimonio, nn. 44 e 108).

E' dalla sua configurazione vitale a Cristo e dal suo inserimento organico nella Chiesa che la coppia cristiana viene abilitata e incaricata a svolgere compiti e servizi particolari nella Chiesa. Questi non le sono affidati da qualche competente autorità ecclesiastica, vescovo o parroco; né le sono richiesti da una situazione di necessità creatasi nella comunità cristiana; né tanto meno, se li attribuisce liberamente lei per senso di solidarietà con la Chiesa. t Cristo stesso che glieli affida mediante una consacrazione sacramentale, quali funzioni vitali e stabili dell'organismo della Chiesa, "Nell'incontro sacramentale il Signore affida ai coniugi anche una missione per la Chiesa e per i[ mondo, arricchendoli di doni e di ministeri particolari" (Evangelizzazione e sacramento dei matrimonio, n. 44).

Il ministero della coppia cristiana, perciò, proprio perché fondato sul sacramento del matrimonio, non solo è permanente e tale da dover essere riconosciuto dai pastori della Chiesa, ma gode anche di una sua autonomia. Non nel senso che non debba restare in intima comunione e responsabilmente armonizzarsi con tutti gli altri ministeri presenti e operanti nella comunità ecclesiale, sia diocesana sia parrocchiale; ma nel senso che, essendo affidato dallo stesso Cristo mediante un atto sacramentale, deve essere accolto dai pastori ed esercitato dai coniugi secondo le finalità, la logica e lo stile che gli derivano dal sacramento del matrimonio. Non sono lecite, quindi, nei suoi riguardi, limitazioni o regolazioni dettate da logiche e stili propri di altri ministeri, oppure, peggio ancora, imposte da volontà di predominio, che non vengono sempre e soltanto da parte del clero, ma anche da parte di certi movimenti laicali, non pienamente consapevoli dei loro limiti ecclesiali.

Ma del ministero sacramentale della coppia cristiana, oltre che l'organica autonomia, va tenuta presente soprattutto, la particolare efficienza. Si tratta di una efficienza che possiamo dire sacramentale, perché gli deriva non soltanto dalla fede, dallo zelo o dalla preghiera dei coniugi, ma soprattutto dalla grazia del sacramento del matrimonio. Il sacramento del matrimonio è un sacramento permanente, in grado cioè di "produrre" la grazia e di santificare in maniera permanente: con l'esercizio del loro ministero i coniugi lo rendono effettivamente operante, in modo che non sono più soltanto essi ad agire, ma Cristo in loro e per mezzo di loro. "L'autentico amore coniugale - dice la costituzione pastorale Gaudium et spes - è assunto nell'amore divino ed è sostenuto e arricchito dalla forza redentiva del Cristo e dalla azione salvifica della Chiesa, perché i coniugi, in maniera efficace, siano condotti a Dio e siano aiutati e rafforzati nello svolgimento della sublime missione di padre e madre" (n. 48). Manca tanto perciò alla Chiesa, quando le manca l'esercizio del ministero delle coppie cristiane.

Il ministero della coppia cristiana è un ministero coniugale

IL un ministero coniugale nel senso che è affidato agli sposi non in quanto singole persone, ma in quanto coppia, due cioè "in una sola carne". Avendo come soggetto la coppia e non i singoli, il ministero appartiene, perciò, a tutti e due gli sposi insieme, in solido si potrebbe dire con termine giuridico; ed esige, quindi, di essere esercitato dalla coppia in quanto tale, cioè in maniera coniugale. E' una esigenza, questa, che scaturisce dallo stesso sacramento del matrimonio. In forza del battesimo, gli sposi cristiani sono già uniti a Cristo e alla Chiesa, individualmente, e partecipano quindi individualmente, a titolo personale, alla vita e alla missione di Cristo e della Chiesa (cfr. Lumen gentium, 3 1). Col sacramento del matrimonio, gli sposi vengono uniti a Cristo e alla Chiesa anche come coppia, cioè col loro vincolo coniugale e col loro amore coniugale: così, alla vita e alla missione di Cristo e della Chiesa partecipano insieme, a titolo di coppia. "Gli sposi - scrivono i vescovi italiani in Evangelizzazione e sacramento del matrimonio - partecipano all'amore cristiano in modo originale e proprio, non come singole persone, ma assieme, in quanto formano una coppia. Il vincolo che unisce l'uomo e la donna e li fa "una sola carne", diventa, in virtù del sacramento del matrimonio, segno e riproduzione di quel legame che unisce il Verbo di Dio alla carne umana da lui assunta e il Cristo Capo alla Chiesa suo Corpo nella forza dello Spirito Santo... Gli sposi poi partecipano insieme all'amore cristiano in quella realtà che caratterizza la loro esistenza quotidiana, e cioè con l'amore coniugale" (nn. 34-35).

Nel sacramento del matrimonio, dunque, lo stesso Spirito che unisce indissolubilmente Cristo e la Chiesa nell'unità di un solo Corpo mistico (Cristo, la testa; la Chiesa, le membra della comunità cristiana), congiunge indissolubilmente nell'unità di una sola carne marito e moglie. Lo Spirito li rende, così, partecipi dello stesso vincolo e dello stesso amore che uniscono Cristo e la Chiesa, in modo che sono abilitati e incaricati a rendere manifesta a tutti la viva presenza del Salvatore nel mondo e la genuina natura della Chiesa, con il loro amore, la loro fecondità generosa, la loro unità e fedeltà reciproca (cfr. Gaudium et spes, n. 48).

E' dalla loro partecipazione coniugale all'alleanza d'amore fra Cristo e la Chiesa che nasce, per gli sposi cristiani, l'esigenza di riprodurla e di manifestarla in maniera coniugale, cioè attraverso le realtà proprie della vita coniugale. Da qui l'esigenza di vivere visibilmente uniti nell'amore come Cristo e la Chiesa, per la costruzione del Regno di Dio; da qui l'esigenza di svolgere i compiti e i servizi del loro ministero in maniera coniugale: cioè nella compresenza, nella comunione e nella condivisione, se non sempre è possibile farlo mediante una presenza anche fisica. Certo, non tutto, nella coppia, può e deve essere fatto fisicamente assieme; ognuno degli sposi conserva, e deve conservare, la propria individualità, le proprie attività e i propri interessi personali. Tutto, però, può e deve essere comunicato e condiviso, affinché, attraverso l'espressione dell'amore coniugale santificato dall'amore sponsale di Cristo e della Chiesa, si edifichi la comunità ecclesiale.

L'esercizio coniugale del loro ministero si può a ragione considerare come il compito o servizio più proprio e più importante che gli sposi cristiani sono chiamati a svolgere: quello che li riassume, in qualche modo, tutti, e dà loro valenza coniugale e sacramentale; quello che permette, perciò, al sacramento del matrimonio, di irradiare e manifestare tutta la sua forza salvifica. "La presenza delle coppie cristiane come tali, - scrivono i vescovi italiani - e non semplicemente di un singolo coniuge, nei vari momenti di vita della comunità ecclesiale, nelle diverse forme della missione di salvezza della Chiesa, negli organismi pastorali, realizza e rende visibile il mistero loro proprio entro la Chiesa. E questa può così assumere una dimensione più domestica, cioè più familiare, nell'affrontare e risolvere i problemi pastorali. La famiglia infatti introduce nelle comunità ecclesiale, a partire dalla parrocchia, una componente di vicendevoli aiuti e uno stile più umano e fraterno di rapporti". (Evangelizzazione e sacramento del matrimonio, n. 109). Una realtà della Chiesa, questo rapporto fra ministero coniugale e vita ecclesiale, ancora poco conosciuta e meno vissuta, ma dalla quale dipende, in gran parte, la vitalità delle nostre comunità, sia diocesane, sia parrocchiali.

Il ministero della coppia cristiana è un ministero secolare

IL un ministero secolare, innanzitutto, perché ha per soggetto non una persona "sacra" come il sacerdote, o una persona "consacrata" come il religioso, ma la coppia, che è una realtà secolare, appartenente cioè all'ordine della creazione: la realtà più alta e più bella della creazione secondo Genesi 1, 26-3 1. Dio, dopo aver creato la coppia umana a sua immagine e somiglianza, "vide quanto aveva fatto, ed ecco, era cosa molto buona" (Gen. 1, 3 1). E la coppia cristiana non cessa di essere realtà secolare per il fatto che è formata da un uomo e una donna battezzati e sposati nel Signore; perché né il sacramento del battesimo né il sacramento del matrimonio sottraggono gli sposi dalla loro condizione secolare e dai loro impegni secolari: civili, sociali, politici o economici che siano. La coppia cristiana non perde niente della sua "bontà" creaturale, non è meno coppia delle altre; soltanto, riceve dal sacramento del matrimonio grazia e mandato per realizzare il regno di Dio dentro le strutture secolari del mondo (cfr. Lumen gentium, nn. 31 e 35).

Il ministero della coppia cristiana è secolare, inoltre, perché ha, come principale "strumento" di esercizio, l'amore coniugale, anch'esso realtà appartenente all'ordine della creazione. "Forte come la morte è l'amore; - canta l'autore del Cantico dei cantici - le sue vampe son vampe di fuoco, una fiamma del Signore! Le grandi acque non possono spegnere l'amore né i fiumi travolgerlo. Se uno desse tutte le ricchezze della sua casa in cambio dell'amore, non ne avrebbe che dispregio" (8,'6-7). E Dio lo ha suscitato nel cuore dell'uomo e della donna, quale immagine viva dell'amore di Cristo per la Chiesa, sua sposa, per l'attuazione del suo piano di salvezza (cfr. Ef. 5, 29-32). li sacramento del matrimonio non emargina né vanifica l'amore coniugale, ma lo assume pienamente con tutti i suoi valori umani, nelle molteplicità dei suoi tratti, delle sue esigenze e dei suoi significati, per farne un "segno efficace" di salvezza. "Gli sposi cristiani sono aiutati dalla grazia sacramentale a vivere, purificandole, le dimensioni tipiche dell'amore coniugale, di un amore cioè capace di fondere in armoniosa sintesi i valori dello spirito, dell'affettività e della corporeità; di un amore unico, che costituisce i coniugi in una amicizia profonda ed esclusiva e li rende un cuor solo e un'anima sola; di un amore indissolubile e fedele, impegnato per sempre nella reciproca promozione personale; di un amore fecondo, che li pone al servizio della vita per arricchire la comunità umana e cristiana" (Evangelizzazione e sacramento del matrimonio, n. 35).

E' in questo amore e mediante questo amore, santificato dal sacramento del matrimonio, che gli sposi cristiani sono chiamati a santificarsi e a santificare, e a svolgere i vari compiti o servizi propri del loro ministero. Perché è nella "carne" di questo amore che, grazie al sacramento dei matrimonio, si incarna lo "spirito" della comunione ecclesiale, cioè la comunione di vita e di amore che intercorre fra Cristo e la Chiesa (cfr. il documento pastorale della C.E.I. del 1981, Comunione e comunità nella Chiesa domestica, n. 9). Compito fondamentale della coppia cristiana, perciò, è quello di custodire, esprimere e comunicare l'amore coniugale, quale riflesso vivo e reale partecipazione dell'amore di Dio per l'umanità e dell'amore di Cristo per la Chiesa. Ogni altro compito particolare non è che l'espressione e l'attuazione concreta di quello fondamentale (cfr. Familiaris consortio, n. 17).

Il ministero della coppia cristiana è secolare, in fine, perché secolari sono gran parte delle realtà e dei valori che costituiscono l'ambito entro il quale è destinato a svolgersi. Tali sono la sessualità, il rapporto fra i sessi, il matrimonio, la famiglia, e tutte quelle realtà e valori che col matrimonio e la famiglia sono connessi, quali la trasmissione della vita, l'educazione integrale dell'uomo, la formazione di una comunità di persone, la partecipazione allo sviluppo della società (cfr. Familiaris consortio, n. 1 '7). Si tratta di realtà e di valori che, particolarmente feriti dal peccato, hanno bisogno dì essere liberati "dal potere della corruzione per partecipare alla libertà dei figli di Dio" (Rm. 8, 2 1). t soprattutto in quest'ambito secolare, fondamentale per la vita del mondo e della Chiesa, che gli sposi cristiani sono chiamati da Cristo a operare per la costruzione del regno di Dio. Il sacramento del matrimonio ve li abilita con i suoi doni particolari.

Il ministero della coppia cristiana è un ministero ecclesiale

Tutti i ministeri, nella Chiesa, sono ecclesiali, sia nel senso che hanno per soggetto un membro o un organo della Chiesa dotato di un particolare carisma dello Spirito, sia nel senso che tutti sono ordinati alla costituzione della Chiesa, allo sviluppo della sua vita e all'esercizio della sua missione dì salvezza. Ognuno, però, lo è in maniera propria e in misura diversa, a seconda della natura del carisma sul quale è fondato e del grado di incidenza nell'organismo ecclesiale. Il ministero della coppia cristiana è ecclesiale, innanzitutto, perché ha per soggetto un organo vitale e insostituibile della Chiesa: la coppia appunto, santificata dal sacramento del matrimonio. La coppia umana è una realtà secolare, cioè di questo mondo: con leggi e valori appartenenti alla realtà creaturale di questo mondo, legittimamente autonomi rispetto a quelli della realtà "mistica" della Chiesa (cfr. Gaudium et spes, n. 3 6). Il sacramento del matrimonio, inserendola organicamente nella Chiesa, ne fa una realtà anche ecclesiale, una struttura necessaria e portante della Chiesa; ma senza che, per questo, essa perda qualcosa della sua realtà secolare.

La coppia diventa, in forza del sacramento del matrimonio, una cellula viva e vitale della Chiesa (cfr. Evangelizzazione e sacramento del matrimonio, n. 108), capace di svolgere, nell'organismo ecclesiale, funzioni analoghe a quelle che svolge una cellula in un organismo vivente. La grazia del sacramento la abilita a produrre, ricostruire e sviluppare la vita ecclesiale nei suoi contenuti specifici di fede, di speranza e di carità; la mette in grado di partecipare, mediante le realtà secolari che le sono proprie, alla missione profetica, sacerdotale e regale di Cristo e della Chiesa. "Già membri della Chiesa e partecipi della sua missione con il battesimo, gli sposi ora esperimentano un modo nuovo di essere nella comunità cristiana, diventando in forza del sacramento, "testimoni e cooperatori della fecondità della madre Chiesa" (Lumen gentium, n. 4 1). Sono in tal modo chiamati a vivere il sacerdozio profetico e regale di Cristo, ricevuto con il battesimo, informe e contenuti nuovi; secondo uno stile coniugale e con le realtà proprie della loro esistenza" (Evangelizzazione e sacramento del matrimonio, n. 47). Giustamente, quindi, teologia e magistero ecclesiastico distinguono, nel ministero della coppia cristiana una dimensione profetica, con compiti di annuncio e di testimonianza del Vangelo; una dimensione sacerdotale, con compiti di culto spirituale e di azione liturgica, e una dimensione regale, con compiti di liberazione e promozione umana. Il documento più autorevole al riguardo è indubbiamente l'esortazione apostolica Familiaris consortio (cfr. mi. 50-64).

Il ministero della coppia cristiana è ecclesiale, inoltre, perché ha, come scopo specifico, l'edificazione della Chiesa per mezzo della famiglia e nell'ambito della famiglia. La famiglia cristiana, nascendo dal sacramento del matrimonio, è già di per sé, costitutivamente, comunità ecclesiale: la prima e fondamentale realizzazione di Chiesa, "incarnata" non in una comunità civile, come la Chiesa locale, ma in una comunità familiare. Essa "si pone nella storia come un---segnoefficace" della Chiesa, ossia come una -rivelazione" che la manifesta e la annuncia, e come una "attualizzazione" che ne presenta e ne incarna, a suo modo, il mistero di salvezza" (Comunione e comunità della Chiesa domestica, n. 5).

Anche se non tutti gli aspetti del mistero della Chiesa sono presenti nella famiglia cristiana, essa tuttavia è Chiesa nel senso pieno del termine, perché, mediante la struttura naturale delle sue relazioni specifiche uomo-donna e genitori-figli, partecipa, in maniera essenziale, al mistero della comunione ecclesiale, cioè alla comunione di Dio Padre con gli uomini, per mezzo di Gesù Cristo e nello Spirito Santo. Essa perciò è, come la Chiesa locale, una vera comunità-comunione di fede, di speranza e di carità: una comunità credente ed evangelizzante, una comunità in dialogo con Dio, una comunità al servizio dell'uomo (cfr. Familiaris consortio, nn. 51, 55 e 63).

Ebbene, gli sposi cristiani sono chiamati dal sacramento del matrimonio, ad essere, insieme, ministri e pastori della loro chiesa domestica: favorendone, se possibile, la crescita numerica mediante una procreazione responsabile e generosa, ma soprattutto sviluppando, fra i suoi membri, la comunione e l'unità in Cristo. Sono impegnati a creare nella famiglia, con una specifica opera di evangelizzazione, di santificazione e di promozione umana, le condizioni necessarie perché i rapporti, i ruoli, e i valori della vita famigliare siano vissuti con lo spirito di Cristo, con gli atteggiamenti di gratuità, di oblatività e di fedeltà proprio del suo amore. t da questo loro impegno che dipende, in massima parte, la possibilità che la famiglia cristiana viva effettivamente la sua condizione sacramentale di Chiesa domestica.

Il ministero degli sposi cristiani è un ministero analogo e complementare a quello dei sacerdoti. Tutti e due fondati su un sacramento (sul sacramento dell'ordine quello dei sacerdoti, sul sacramento del matrimonio quello degli sposi), hanno per oggetto diretto l'edificazione della Chiesa, non in qualche aspetto particolare soltanto o in qual che elemento secondario, ma nella sua globalità e nel suo mistero profondo di comunione con Cristo e in Cristo. Sacerdoti e sposi, i primi nell'ambito della Chiesa locale, i secondi nell'ambito della Chiesa domestica, ma in comunione fra loro, sono chiamati a operare per l'unica Chiesa di Cristo: con mezzi e modi diversi, certo, ma con il medesimo intento di difendere e di sviluppare quell'intima comunione con Dio e tra gli uomini che sarà piena ed eterna soltanto nella Chiesa celeste, la nuova Gerusalemme dell'Apocalisse (21).

Conclusione

" Questo mistero è grande; esclama S. Paolo nella lettera agli Efesini a proposito della comunità-comunione dell'uomo e della donna nel matrimonio - lo dico in riferimento a Cristo e alla Chiesa!" (5, 32). Potremmo dire la stessa cosa, sempre in riferimento a Cristo e alla Chiesa, del ministero della coppia cristiana: questo ministero è grande! Tanto più che si tratta di realtà strettamente collegate e interdipendenti.

Veramente grande il ministero della coppia cristiana, perché fondato sul grande mistero del sacramento del matrimonio, immagine e partecipazione del "mistero di unità e di fecondo amore che intercorre fra Cristo e la Chiesa" (Lumen gentium, n. 11); e perché finalizzato soprattutto a costruire ciò che della Chiesa, sacramento universale della salvezza, costituisce l'essenza e lo scopo ultimo: l'unità di tutto il genere umano nell'intima comunione con Dio (cfr. Lumen gentium, n. 1).

Ministero ecclesiale tra i più grandi, certamente: da mettere accanto, almeno per importanza, al ministero sacerdotale. Importante e insostituibile, comunque. Ed è un vero peccato che nelle comunità ecclesiali non abbia ancora la considerazione che merita. Se è grave e preoccupante il fatto che nella Chiesa oggi mancano le necessarie vocazioni sacerdotali e religiose, altrettanto grave e preoccupante, se non più, deve essere sentito il fatto che, nella stragrande maggioranza, le coppie cristiane non hanno coscienza dei loro ministero e non sono messe in grado di esercitarlo. L'organismo della Chiesa è come paralizzato in uno dei suoi organi più vitali e necessari.