Non c’è pace senza giustizia. Non c’è giustizia senza perdono
Editoriale di Luigi Ghia
Prendendo lo spunto dal messaggio di papa Giovanni Paolo II per la XXXV Giornata della pace, l’Editoriale vuole mettere in evidenza il legame inscindibile tra pace e giustizia e tra giustizia e perdono: un legame confermato da alcuni esempi significativi.
Non solo Santippe
di Manuela Valle
Platone, ne La Repubblica, parla della Kallipolis, la «bella città » e del ruolo delle donne in essa. Il filosofo greco riconosce che donne e uomini hanno una natura diversa, ma questo non ha alcuna rilevanza quando si tratta di governare. Tale fatto, tuttavia, ha un costo: l’eliminazione della famiglia nelle forme organizzative conosciute. La studiosa di filosofia antica, nostra collaboratrice, mette qui in evidenza come, dopo 2400 anni, le prospettive siano cambiate – o stiano cambiando – a condizione però che la donna sia, sì, anche Santippe, la moglie di Socrate, ma non solo Santippe.
Quattro ingredienti per la pace nella società
di Dino Barberis
Il nostro direttore responsabile, in prospettiva sociologica, esamina quattro tradizioni della sociologia classica per estrarre da esse altrettanti elementi atti a garantire la pace nella società: la democrazia, per prevenire il conflitto sociale; una buona relazione interpersonale tra gli attori sociali; la sussidiarietà (sulla quale insiste anche la dottrina sociale della Chiesa) come antidoto alle carenze statali nell’arginare l’ingiustizia delle leggi e i conflitti tra pubblico e privato; e infine il recupero dei significati connessi ai fenomeni sociali. Per creare un’opinione pubblica sensibile alla pace e alla giustizia.
Hate Speach. Messaggi di odio in rete
di Milena Santerini
Uno spettro s’aggira nella rete: l’odio. Razzismo, xenofobia, antisemitismo, la misoginia che porta alle diseguaglianze di genere, sono tutti elementi che pare abbiamo trovato nel Web il loro habitat ideale. Per contrastarli serve una profonda opera educativa, ma anche un forte impegno politico.
Tecnologia e progresso oltre il «pensiero magico»
di Francesco Ghia
A una qualità tecnica incomparabilmente migliore rispetto a un recente passato, corrisponde una qualità di scrittura degradata da un punto di vista grammaticale, lessicale e sintattico. Lo stesso vale per la musica, ma è applicabile anche ad altri campi. Occorre rivalutare la cultura soggettiva sulla quale oggi prevale la cultura oggettiva. Solo la cultura soggettiva, cioè il grado di istruzione deisingoli individui, può produrre un sapere e, in base ad esso, consentire di pensare e progettare un futuro.
Il lupo e l’agnello vivranno insieme e in pace
di Raymond Huesghens
Fermo restando che la pace non è un sogno, ma un cammino prezioso e impegnativo, un cammino interiore perché la pace incomincia nel nostro cuore, père Raymond, indimenticato Consigliere spirituale della FICPM, indica una serie di impegni concreti perché, attraverso la nostra azione, possa finalmente albeggiare la pace.
Violenza e ingiustizia. Il dominio del Maligno nel mondo
di Carlo Miglietta
I Vangeli sono molto sobrii sul tema dei demoni, che vengono presentati come il modo in cui ci si sottomette al male fisico e morale. I demoni sono anche presentati come entità personali, come tentatori e divisori. Responsabili di ingiustizia e di violenza. Ma Gesù, il suo Vangelo, la sua risurrezione sono più forti della potenza del malum mundi, il male del mondo.
La cura
di Giorgio Ghia
Il nostro redattore, attivamente impegnato nella Caritas astigiana, fa il punto su tre aspetti della cura: la cura degli anziani, delle persone fragili e del creato. L’atteggiamento di cura, infatti, non riguarda soltanto le persone, ma si estende anche all’ambiente, sempre più devastato.
La povertà delle famiglie
di Silvana e Luca Molinero
Le famiglie, nel nostro Paese – ed è sotto gli occhi di tutti – si stanno impoverendo in modo costante e preoccupante. Abbiamo chiesto ai nostri redattori, impegnati in attività sociali, una ricognizione puntuale su questo problema, causa e al contempo «luogo» di palesi ingiustizie. L’articolo è corredato di una Revisione di Vita a cura del Segretariato CPM di Genova.
Evangelizzare la pace nella società
di Stefano Zerbini
La pace si fa, non si dice, e per farla occorrono interventi educativi e strutturali per renderla operativa. È assolutamente necessario e urgente instaurare una cultura della pace, ma occorre riconoscere che questo, oggi, è particolarmente problematico. Le strade per raggiungere questo obiettivo sono molte, e tutte impervie. Il nostro redattore ne indica tre: riconvertirsi alla nonviolenza; costruire la pace sociale; difendere la democrazia, che mai è stata così violata come in questo periodo storico in cui dominano governanti sen
Dossier: Periferie

