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"Non chi dice Signore Signore entrerà nel Regno dei Cieli, ma chi fa la volontà del Padre".

Dobbiamo passare dall'ortossia alla prassi. Resta più importante  il retto modo di agire che il retto modo di credere.

E' questione di coerenza!

Tutto passa solo Dio resta.

 

 

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Le sorelle di Lazzaro mandarono a dire a Gesù: «Signore, ecco, colui che tu ami è malato». (…) Gesù amava Marta e sua sorella e Lazzaro. Quando sentì che era malato, rimase per due giorni nel luogo dove si trovava. Poi disse ai discepoli: «Andiamo di nuovo in Giudea!». Quando Gesù arrivò, trovò Lazzaro che già da quattro giorni era nel sepolcro. Marta, quando udì che veniva Gesù, gli andò incontro; Maria invece stava seduta in casa. Marta disse a Gesù: «Signore, se tu fossi stato qui, mio fratello non sarebbe morto! Ma anche ora so che qualunque cosa tu chiederai a Dio, Dio te la concederà» (…) Gesù si commosse profondamente e, molto turbato, domandò: «Dove lo avete posto?». Gli dissero: «Signore, vieni a vedere!». Gesù scoppiò in pianto (…). Allora Gesù, ancora una volta commosso profondamente, si recò al sepolcro: era una grotta e contro di essa era posta una pietra. Disse Gesù: «Togliete la pietra!». (…) Tolsero dunque la pietra. Gesù allora alzò gli occhi e disse: «Padre, ti rendo grazie perché mi hai ascoltato. (…) Detto questo, gridò a gran voce: «Lazzaro, vieni fuori!». Il morto uscì, i piedi e le mani legati con bende, e il viso avvolto da un sudario. Gesù disse loro: «Liberàtelo e lasciàtelo andare». Molti dei Giudei che erano venuti da Maria, alla vista di ciò che egli aveva compiuto, credettero in lui. (Vangelo di Giovanni, 11,3 ss)
Questo e il miracolo per eccellenza per capire quanto Gesù sia venuto in questo mondo per condividere non solo la natura umana, ma l’esistenza nella sua molteplicita infinita. Quando si dice che in Gesu , Dio ha assunto la natura umana si e nell’astrazione. La natura umana é una cosa e l’esistenza umana é un’altra. La natura ci fa tutti eguali. L’esistenza, invece, ci fa tutti diversi. Ognuno rappresenta un’edizione irripetibile della stessa natura umana. Accettare la nostra esistenza, significa che Dio ha accettato il nostro pane, il nostro vino, i nostri frutti, le gioie e le sofferenze, l’amore e anche la morte. Mai Gesù ha inaridito gli aspetti umani della vita, ma vi ha collocato dentro se stesso per rendere la vita piu piena.
La familiarità tra i tre fratelli e Gesù e l’ideale dell’amicizia tra le creature e il Dio che Gesù annunciava. Questo e l’amicizia di cui parla Gesù in ogni pagina del Vangelo. L'amicizia con Gesù siamo portati a rappresentarla come amicizia sui generis che non sia come quelle terrene, con la paura di mescolare la divinita col ritmo dei sentimenti terreni. Questa pagina ée fatta invece per liberarci dalla paura derivante da una insufficiente comprensione dell'ampiezza dell'umanità di Gesù . L'esistenza e fatta di tante cose, tra le quali l'amicizia, il vincolo affettivo che congiunge anima ad anima, sentimento a sentimento, interesse ad interesse. L'amicizia non é stata estranea a Gesù . Egli l'ha sentita e provata con Lazzaro, Marta e Maria e non gli ha impedito il suo amore universale per tutte le creature; non solo con quelle che incontrava, ma con tutte quelle che non ha incontrato visibilmente e che pure erano presenti in Lui nel suo slancio appassionato. Così egli ha potuto vivere anche il ‘tempo perduto’ nella casa degli amici, la sosta inutile, la convivialità che fa parte delle necessità più elementari.
Il fatto centrale del racconto della morte di Lazzaro rivela tre diversi atteggiamenti di fronte alla stesa esperienza: quello Gesù , delle due sorelle, degli apostoli. Il fatto è lo stesso, ma ha significato diverso. Si puo comprendere la situazione di Marta e di Maria. Chi ha avuto la morte in casa ha provato il dolore che ha urtato non solo la propria sensibilità , ma anche la fiducia nella Provvidenza di Dio. Marta e Maria erano, nell'intimo, addolorate per questa amicizia onnipotente che credevano le avesse abbandonate. La morte di Lazzaro era, per loro, desolazione. La casa era rimasta vuota, il senso della loro vita era finito. Di fronte alla morte di Lazzaro le due sorelle erano sgomente e incapaci di capire.
Vivere in amicizia con Dio non è facile. Chi è amico di Dio, e più esigente con lui. Si sa che Dio è buono, e quando si scopre che Dio non è buono nel senso che si vorrebbe, allora lo stupore è grande. Ma su di un fatto che turba una famiglia e spegne la gioia di una creatura Gesù costruisce un suo disegno.
Sostituiamo la parola greca tradotta con “resurrezione” con “rinascita”, parola comune nel Vangelo di Giovanni. Al brigante buono crocifisso sul Calvario Gesù gli dice: «Oggi rinascerei con me in Paradiso». L’esperienza della morte di Lazzaro e un’esperienza di “rinascita” e tutta la vita in questo nostro presente “spazio-tempo” e attesa di ri-nascere nel mondo futuro annunciato da Gesu . Non quindi rassegnazione, che è già qualcosa, ma il sogno a cui chiama Gesù .
Tradurre la parola greca anástasis (di nuovo–in piedi) con rinascita, anziché con resurrezione indica meglio che con la morte si tratta non di un avvenimento futuro nel tempo della resurrezione, ma di un’esperienza gia presente. Chi crede in Gesù è già nel futuro in cui entrerà con la morte.
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«Allora Gesù fremendo di nuovo in sé stesso, venne al sepolcro che era una grotta con una pietra sovrapposta ad essa» (Giovanni 11, 38)
Quando entro nel piccolo camposanto della Valle penso a questo versetto. I fiori, i lumi accesi, i marmi sono un velo oltre il quale c'e il pauroso mistero che si aggiunge a quello della morte: la corruzione dei corpi. La corruzione fa paura. Ma la rinascita cancella la corruzione inevitabile. S. Paolo nella Lettera ai Corinti scrive: Il corpo «seminatur animale, resurget spirituale» (15,44).